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 18 Set. 2020 



 

 

 

Il Coronavirus ha avuto un impatto negativo sul **comparto delle costruzioni a livello mondiale, con una contrazione del 4,7% a livello globale** e situazioni differenti tra i vari Continenti: in Europa il calo è del 9%. **Fra i 27 paesi del Vecchio Continente, l’Italia registra un andamento leggermente migliore, ovvero -6,7%** contro il -13% della Germania e il -24,9% del Regno Unito. Di seguito, i principali dati al centro della presentazione del 6° Rapporto Congiunturale e Previsionale del Mercato Installazione Impianti 2020-2023 di Cresme Ricerche, organizzata da Mce – Mostra Convegno Expocomfort.

Per il 2021 l’andamento si prevede in miglioramento, ma la vera ripresa dovrebbe arrivare solo nel 2022. Più in dettaglio, lo **scenario del mercato dell’impiantistica è passato da 437 miliardi del 2019 a 401 miliardi previsti per quest’anno, con una possibile ripresa nel 2021 del +2,9%;** per quanto attiene alle dimensioni del mercato a livello europeo, l’Italia si conferma al secondo posto dopo la Germania, con una produzione di 57 miliardi di euro nel 2019 e di 54 miliardi per il 2020 (-2,9 miliardi rispetto al 2019), con un peso all’interno del mercato delle costruzioni sempre più importante, pari al 32,9%, non lontano da quello di eccellenza tedesco di un 34,5%. Un mercato che soffre anche di una **caduta generalizzata a livello di export per il 2020 (Italia -6,3%, Germania -6,8%, Francia -7,6%)**, e di un calo anche dell’import di prodotti. Per quanto riguarda i dati degli occupati, questi valgono il 36% delle costruzioni in generale, in quanto le imprese impiantistiche sono più grandi e organizzate rispetto a quelle del settore edile. Nel contesto del mercato delle costruzioni, la componente **impiantistica e [climatizzazione](/tecnologie/impianti-termici-e-climatizzazione "Impianti termici e di climatizzazione")**, grazie ad imprese più strutturate e con una componente tecnologica più sviluppata, rappresenta e andrà a giocare un ruolo sempre più significativo.

Nel nostro Paese, secondo i dati Cresme, si possono aprire nuove prospettive nel momento in cui prenderà il via, in maniera operativa, il **Superbonus 110%, che ha un potenziale di mercato complessivo stimato di mille miliardi di euro**. La nuova normativa, congiuntamente con la legislazione vigente, delinea scenari differenti e, se fosse estesa fino al 2022-2023, potrebbe portare, nella migliore delle ipotesi, ad un segno positivo pari a +9,1% nel 2022.

“Più in particolare - sottolinea Lorenzo Bellicini, direttore di Cresme Ricerche - sarà il **settore residenziale**, con le unità mono o bifamiliari che possono avere un processo decisionale più rapido, a trainare gli incentivi dopo l’attuale rallentamento. Un ruolo fondamentale sarà riservato anche alle nuove tecnologie ormai entrate a pieno in questo settore: l’importante è che le imprese impiantistiche siano capaci di attrezzarsi per rispondere alle esigenze di una domanda sempre più complessa ed integrata, per contribuire a ridisegnare nuovi modelli di abitabilità dei centri urbani”.

A cura di [www.e-gazette.it](http://www.e-gazette.it)