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 05 Giu. 2020 



 

 

 

È online la seconda edizione del [**rapporto “Teleriscaldamento e teleraffrescamento in Italia"**](https://www.gse.it/documenti_site/Documenti%20GSE/Rapporti%20statistici/Nota%20TLR%202020%20-%20GSE.pdf), nel quale il GSE traccia il quadro statistico dello sviluppo e della diffusione dei sistemi di [**teleriscaldamento e di teleraffrescamento**](/servizi-energetici/rete-teleriscaldamento-e-raffreddamento "Rete di teleriscaldamento e raffreddamento") in esercizio nel nostro Paese, con approfondimenti dedicati alle diverse tipologie di reti, di impianti e di volumetrie servite.

I sistemi in esercizio in Italia alla fine del 2018 sono oltre **300, diffusi in 250 comuni (soprattutto nelle regioni settentrionali del Paese), per un'estensione complessiva delle reti di 4.800 km e 9,3 GW di potenza installata.** Se si considera il solo settore residenziale, queste reti soddisfano il 2% circa della domanda complessiva di prodotti energetici per riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria del Paese.

La maggior parte degli impianti a servizio delle reti (84% della potenza) è alimentata da fonti fossili, il restante 16% da[ ](http://www.siram.it/tecnologie/energie_rinnovabili/energie_rinnovabili.kl)**[rinnovabili](/tecnologie/energie-rinnovabili "Energie rinnovabili")** (biomassa, geotermia, ecc.) e rifiuti; l'incidenza degli impianti alimentati da rinnovabili diminuisce man mano che cresce la taglia degli impianti. Nel 2018 l'energia complessivamente immessa nelle reti è stata pari a circa 11,8 TWh termici (oltre 1 Mtep), di cui il 64% prodotta da gas naturale, il 24% da fonti rinnovabili, il restante 12% dalle altre fonti fossili.

Le reti di teleriscaldamento sono oggi ancora largamente prevalenti; negli anni si è tuttavia diffusa anche la presenza di reti di teleraffrescamento, sempre associate a quelle di teleriscaldamento. Il **72% dei sistemi di teleriscaldamento e il 63% dei sistemi di teleraffrescamento in esercizio** in Italia sono efficienti secondo la definizione della Direttiva 2012/27/CE.

A cura di [www.e-gazette.it](http://www.e-gazette.it)