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 24 Lug. 2020 



 

 

 

Si conferma in Italia, specie al Nord, il trend di crescita del **[teleriscaldamento](/tecnologie/teleriscaldamento-teleraffreddamento "Teleriscaldamento - Teleraffreddamento") e del teleraffrescamento, in termini di volumetria allacciata ed estensione delle reti.** È quanto emerge dalla **[Relazione](https://www.arera.it/it/relaz_ann/20/20.htm) annuale di Arera** nel capitolo dedicato a questo argomento.

La diffusione del servizio rimane concentrata principalmente nell’Italia settentrionale e centrale: **Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Veneto rappresentano, da sole, oltre il 95%** dell’energia termica erogata. Dall’analisi dei siti internet degli operatori di maggiori dimensioni (i più rappresentativi del mercato, se si considerano i volumi erogati) è emerso che, nell’ultimo trimestre del 2019, il prezzo netto (IVA e credito di imposta esclusi) per un utente condominiale di tipo domestico era compreso tra circa 82 e 92 €/MWh.

Al riguardo, va comunque evidenziato che le caratteristiche dei sistemi di telecalore (in particolare la tipologia di fonti energetiche utilizzate e il livello di densità termica dell’utenza) possono comportare significative variazioni del costo di erogazione del servizio e che, pertanto, tale

intervallo di prezzo non può costituire un riferimento per tutte le realtà del settore. **Nel 2019 sono proseguite le attività di definizione del quadro regolatorio del servizio di teleriscaldamento e teleraffrescamento** che, nonostante la recente attribuzione del settore all’Autorità, risulta quasi completato. Le attività si sono concentrate sui seguenti temi: esercizio del diritto di recesso; obblighi di trasparenza dei gestori, incluso il monitoraggio dei prezzi; regolazione della qualità commerciale e tecnica, quest’ultima in particolare riferita a sicurezza e continuità del servizio; regolazione del servizio di misura.

A cura di [www.e-gazette.it](http://www.e-gazette.it)