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 07 Feb. 2020 



 

 

 

Nel 2018, in Italia, il volume d’affari associato a investimenti in “smart building” è stato di circa **3,6 miliardi di euro, distribuiti in maniera quasi omogenea tra building devices &amp; solutions** (41%, pari a 1,47 miliardi di euro), automation technologies (31%, 1,1 miliardi) e piattaforme di gestione e controllo (28%, 1,02 miliardi). Sono alcuni dei dati contenuti nello **Smart Building Report 2019, il primo dei rapporti redatti dall’Energy&amp;Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano** ad affrontare in maniera organica il tema degli smart building, con l’obiettivo di fotografare la situazione in Italia analizzando in particolare i modelli di business degli operatori.

**Investimenti nel digitale** - Dal documento emerge che gli investimenti in hardware e software l’hanno fatta da padrone, a riprova della sempre maggior importanza della componente digital. Una tendenza destinata a crescere significativamente nel prossimo quinquennio: si stima che in Europa gli investimenti in [**efficienza energetica**](/servizi-energetici/servizio-energia "Servizio energia") e digitalizzazione nel comparto daranno grande spinta all’economia, in particolare nell’**edilizia**, che contribuisce per il 9% al PIL europeo e garantisce oltre 18 milioni di posti di lavoro, grazie soprattutto alle PMI, responsabili di circa il 70% del volume d’affari.

**Sono quattro gli elementi chiave di uno smart building: building devices** and solutions (gli impianti e le tecnologie che provvedono alla sicurezza degli occupanti, come quelli di generazione di energia e di efficienza energetica e quelli relativi al tema safety&amp;security); **automation technologies** (la sensoristica connessa agli impianti, finalizzata alla raccolta dati, e gli attuatori che impartiscono agli impianti i comandi elaborati dalle piattaforme di controllo e gestione); **piattaforme di controllo e gestione** (l’insieme dei sistemi software volti alla raccolta, elaborazione e analisi dei dati acquisiti dalla sensoristica installata sugli impianti); **connectivity** (l’insieme dei protocolli di comunicazione, wireless o cablati, che permettono la comunicazione tra sensori, attuatori e la piattaforma di controllo e gestione). C’è poi l’elemento umano, costituito da coloro che investono, gestiscono e usufruiscono dei benefici e dei servizi, classificati in due categorie: gli **hard benefit, quantificabili in termini monetari (risparmio energetico, ottimizzazione della produttività,** manutenzione predittiva, aumento del valore dell’immobile) e i **soft benefit, tesi al miglioramento delle condizioni socio-ambientali degli occupanti** (sostenibilità ambientale, sicurezza, comfort, telegestione, telecontrollo, interoperabilità).  
  
**Il mercato degli Smart Building in Italia**  
Nel 2018, in Italia, il volume di affari complessivo associato ad investimenti in smart building è stato di circa 3,6 miliardi di euro, distribuiti in maniera quasi omogenea tra **building devices &amp; solutions (41%, pari a 1,47 miliardi di euro), automation technologies (31%, 1,1 miliardi) e piattaforme di gestione e controllo**  (28%, 1,02 miliardi), dove gli investimenti in hardware e software sono stati preponderanti rispetto alla parte impiantistica, a riprova della sempre maggior importanza della componente digital. Non è stato considerato l’elemento di connectivity.  
Relativamente alla categoria building devices &amp; solutions, sono stati individuati gli investimenti effettuati in ottica smart, ossia dove le tecnologie installate sono state accoppiate alla sensoristica e alle piattaforme di controllo e gestione necessarie a operare in maniera automatica ed autonoma.

**Gli operatori di mercato nel settore Smart Building**  
L’analisi degli operatori è stata effettuata tramite interviste dirette con oltre 129 player appartenenti a sette differenti categorie: [**ESCo**](/profilo/certificazioni/esco-energy-service-company "ESCo: Energy Service Company"), utility, technology provider, software provider, studi di progettazione, imprese di facility management e TelCo. I modelli di business sono stati studiati attraverso il Business Model Canvas, evidenziando come il comparto degli smart building sia abbastanza rilevante solo per i technology provider e i software provider, per i quali rappresenta quasi un quinto del fatturato. Il **mercato assume un certo peso anche per le ESCo e per gli studi di progettazione (15% del fatturato)**, mentre risulta essere un business ancora marginale per le imprese di facility management, utility e TelCo.  
   
A cura di **[www.e-gazette.it](http://www.e-gazette.it/)**