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 10 Mag. 2019 



 

 

 

L'Italia continua a sprecare troppa acqua. È quanto emerge dai dati Istat pubblicati nel **Rapporto di raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità 2030 delle Nazioni unite** e delineati da IlSole24Ore. Al punto numero sei dei Global goal dell’Onu si parla proprio di spreco di acqua potabile, cioè di [**efficienza idrica**](/servizi-energetici/ciclo-integrato-acque "Ciclo integrato delle acque") in tutti i settori e di capacità di assicurare **prelievi e fornitura di acqua dolce per affrontare la scarsità d’acqua** e ridurre in modo sostanziale il numero delle persone che soffrono di questa criticità.

Nel 2015, dei 9,5 milioni di metri cubi d’acqua per uso potabile che sono stati prelevati, **solo 8,3 sono stati immessi nelle reti comunali di distribuzione e ancor meno, solo 4,9**, sono stati effettivamente erogati agli utenti: questo significa 220 litri per abitante al giorno. Insomma, poco meno della metà del volume di acqua prelevata alla fonte (il 47,9%) non raggiunge gli utenti finali a causa delle dispersioni idriche dalle reti di adduzione e distribuzione.

Tra le problematiche, le perdite fisiologiche dovute all’estensione della **rete idrica e il numero di allacci, ma anche le dispersioni per la rottura nelle condotte, l'obsolescenza delle reti**, i consumi non autorizzati, i prelievi abusivi e gli errori di misura dei contatori. Nel 2018 il **95% delle famiglie italiane (il 93% al nord) è allacciato alla rete idrica comunale, mentre il restante 5%** si affida a fonti di approvvigionamento alternative come pozzi, sorgenti o altre fonti private.

**La media italiana per il 2018 si attesta intorno al 10%,** Friuli Venezia Giulia e Bolzano lamentano irregolarità nell'erogazione dell'acqua per l'1%, ecco poi Trento in terza piazza al 2%. A seguire Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e Liguria al 3%. E ancora Val d'Aosta, Piemonte e Marche al 3%, quindi Umbria (6%) e Toscana (8%). Le altre regioni sono tutte sopra la media, la Calabria addirittura al 40%, Sicilia al 29% e Molise al 18%.

A cura di [www.e-gazette.it](http://www.e-gazette.it)