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 15 Nov. 2016 



 

 

 

L’Italia è al vertice delle classifica europea dei Paesi più virtuosi nell’attuazione della Direttiva comunitaria sull’efficienza energetica per i check-up nelle aziende, grazie alle **15mila diagnosi energetiche effettuate da oltre 8mila imprese**. Da tutto il resto d’Europa ne sono infatti state inviate circa 13mila, 7mila delle quali sono dichiarazioni di avvenuta diagnosi. Il dato, reso noto dall’ENEA, riguarda le **imprese energivore e di grandi dimensioni tenute a effettuare l’audit energetico**. Nel nostro Paese, alla scadenza di legge del dicembre 2015 erano state inviate 14.342 diagnosi da parte di 7.516 imprese, salite poi a 8.461 con 15.685 diagnosi a fine giugno 2016.  
“Questi risultati sono destinati a migliorare ancora per effetto delle azioni di verifica e controllo avviate dal Ministero dello Sviluppo Economico con il supporto dell’ENEA, in qualità di Agenzia nazionale dell’efficienza energetica”, spiega **Roberto Moneta, responsabile dell’Unità Tecnica Efficienza Energetica dell’ENEA**. “Anche nel recente Meeting della Concerted Action sull’attuazione della Direttiva 2012/27/EU, l’approccio italiano e i risultati ottenuti hanno suscitato molto interesse e valutazioni positive da parte della Commissione europea”, aggiunge Moneta.  
Alle origini del successo del modello Italia alcune best practice che Bruxelles sembra intenzionata a indicare nella prossima revisione della Direttiva sull’efficienza; fra queste, in particolare, l’istituzione di Tavoli tecnici permanenti come momento di confronto e analisi per individuare procedure operative condivise con i soggetti interessati, per l’attuazione degli aspetti più complessi della Direttiva.   
Il lavoro dei Tavoli si è poi concretizzato in circolari attuative del MiSE. Sono risultate misure efficaci anche la realizzazione di **modelli di rendicontazione standardizzati per gli operatori e per elaborare i dati delle diagnosi**, la predisposizione di Linee guida settoriali per dare alle aziende indicazioni utili per adempiere all’obbligo legislativo e la messa a punto di una procedura specifica per le aziende multisito.   
“Queste iniziative, condivise con Confindustria e con gli altri soggetti interessati, proseguiranno insieme alle attività che ENEA sta portando avanti a supporto del MiSE, per favorire sempre più il confronto con i soggetti interessati, attraverso iniziative di informazione, formazione, convegni e seminari, elaborazione di documentazione tecnica e studi settoriali con le associazioni di categoria”, ha concluso Moneta.   
Nel settore dell’efficienza, l’Italia ha già fatto molti passi in avanti per il r**aggiungimento dell’obiettivo di una riduzione dei consumi di energia primaria di 20 Mtep l’anno al 2020**, pari a 15,5 Mtep di energia finale. Complessivamente, ad oggi, nel nostro Paese sono stati risparmiati quasi 10 Mtep l’anno, evitando 26 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica e 3 miliardi di euro di spese per importare fonti fossili. Il nostro Paese, inoltre, è leader in Europa per livello d’intensità energetica, con una percentuale del 18% inferiore della media Ue; tra gli strumenti per promuovere l’efficienza si sono rivelati particolarmente efficaci i certificati bianchi, le detrazioni fiscali per le riqualificazioni energetiche e le misure previste dal dlgs 102/2014 e dal Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica 2014.

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