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 06 Mag. 2016 



 

 

 

In Italia si fa meno efficienza energetica di quella che dovremmo fare. Lo ha affermato il **presidente dell'Enea, Federico Testa**, nel corso dell'audizione sulle strategia Ue su riscaldamento e raffreddamento alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera. “C'è un problema: quello di trovare gli strumenti per rendere operative le cose che condividiamo tutti”. Per Testa l'efficienza energetica ha alcuni problemi di replicabilità degli interventi e difficoltà da parte degli istituti finanziari ad erogare risorse sui progetti di **risparmio energetico**. “Industria e privati hanno fatto qualcosa, ma manca ancora tutto l'intervento sui condomini anni '50 e '60, che sono il grande problema che abbiamo in Italia, anche per i meccanismi tipici dei **condomin**i. C'è bisogno di individuare quali sono i motivi per cui finora non si è fatto e trovare la maniera con cui affrontarli e risolverli”. Fondamentale, secondo il presidente Testa, è poi rendere fruibili i meccanismi finanziari a sostegno dell'**efficientamento energetico**, “incentivi, fondo di garanzia del Mise e poi intervento della Cassa depositi e prestiti”. “Bisogna fare in modo che quegli interventi siano collegati a dei precisi standard tecnici finora mai presi in esame, altrimenti la cosa non funziona - ha concluso Testa -. In tal senso sarebbe estremamente importante, per fluidificare questi processi, inserire all'interno dei meccanismi una sorta di **certificazione di affidabilità del progetto** e dei risultati che si ottengono, una “bollinatura” effettuata da soggetti pubblici, soprattutto in presenza di fondi pubblici. Può farlo l'Enea, ma anche le Università o il Gse, con l'obiettivo di rendere bancabili i progetti, altrimenti anche se si fa il fondo di garanzia, nel caso in cui il soggetto che richiede non sia bancabile di suo, allora le banche i soldi non li danno”.

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