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 22 Giu. 2018 



 

 

 

Il presidente dell’Enea Federico Testa e il presidente di Federcasa Luca Talluri hanno firmato a Roma un protocollo d’intesa per sperimentare **materiali innovativi e identificare specifiche strategie di riqualificazione del patrimonio residenziale pubblico** in grado di ridurne **consumi energetici**, vulnerabilità sismica e costi di gestione.

Le buone pratiche e i dati emersi dalla collaborazione tra Enea e Federcasa saranno utilizzati per una serie di campagne informative al servizio di tutti i protagonisti della riqualificazione energetica, quali **[ESCO](http://www.siram.it/Sostenibilita/Energy-Service-Company/Energy-Service-Company-ESCo.kl), istituzioni finanziarie, fornitori di servizi energetici, costruttori, produttori di materiali edilizi, inquilini e amministratori locali**.

Il Presidente dell’Enea Federico Testa, nel sottolineare l’importanza di questo Protocollo, ha dichiarato: “Questa collaborazione permetterà di mettere a punto procedure gestionali in grado di misurare i risparmi conseguibili con **interventi di [efficientamento energetico ](/servizi-energetici/servizio-energia "Servizio energia")particolarmente importanti in edifici molto energivori** costruiti negli anni ’50, ’60 e ’70. I risultati ottenuti, opportunamente divulgati, potranno fungere da vero e proprio acceleratore per ciascun operatore coinvolto e per il sistema nel suo complesso. Noi siamo pronti per passare alla fase operativa”.

Il Presidente di Federcasa Luca Talluri sottolinea: “Federcasa è particolarmente impegnata nella promozione dell’efficientamento energetico del **patrimonio di edilizia residenziale pubblica gestito dagli ex IACP**. Gli attuali incentivi e agevolazioni aiutano gli operatori ma non sono sufficienti all’avvio di un organico programma di riqualificazione energetica. Il risparmio energetico conseguito resta a favore dell’utente/inquilino, mentre chi investe è il gestore che **non può agevolmente recuperare quota parte dell’investimento in termini di minore consumo**. Occorre quindi indirizzare le scarse risorse finanziarie disponibili alla copertura della quota di investimento non incentivata e dare priorità agli interventi sugli edifici a più elevato consumo energetico. Se si considera che gli **oltre 2 milioni di utenti dell’edilizia residenziale pubblica rappresentano la classe più debole della società**, ridurre la spesa energetica favorirebbe anche la lotta alla "povertà energetica".

A cura di [www.e-gazette.it](http://www.e-gazette.it)