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 14 Lug. 2017 



 

 

 

Vale tra gli 8 e i 10 miliardi di euro il mercato dell'efficienza energetica in Italia nei prossimi cinque anni. È la stima contenuta nell’Energy Efficiency Report 2017 realizzato dall’ **Energy&amp;Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano.**

Le previsioni di investimento relative al periodo 2017-2020 si attestano infatti tra i 29,8 e i 34,4 miliardi di euro, con un volume d’affari medio annuo tra i 7,5 e gli 8,6 miliardi.

A guidare la classifica con oltre **3 miliardi di euro di investimenti e il 53% del totale è sempre il segmento residenziale**, ma quelli che hanno dimostrato maggiore vivacità sono il **comparto industriale (poco meno del 33%, circa 2 miliardi di euro) e il terziario, GDO, alberghi e uffici**, che detiene appena il 14% degli investimenti (800 milioni di euro) ma è cresciuto di circa 3 punti percentuali sul 2015.

Le soluzioni di efficienza energetica maggiormente adottate nel 2016 sono state le **pompe di calore, l’illuminazione e le superfici opache**, che da sole hanno riguardato oltre il 50% della spesa complessiva e che sono state installate per la quasi totalità in ambito residenziale: 1,17 miliardi di euro sono stati spesi per le pompe di calore (il 90% in strutture abitative), circa 1 miliardo ciascuno per l’illuminazione (oltre la metà in abitazioni) e le superfici opache (80%).

Se si analizza il comparto industriale, invece, a farla da padrone sono stati gli **impianti di cogenerazione e i sistemi di combustione efficienti**, per un valore di 586 e 482 milioni di euro, a cui vanno aggiunte le caldaie a condensazione (315 milioni) e le chiusure vetrate (280).

**Nel corso del 2016 le ESCo (Energy Service Companies) certificate sono aumentate di quasi il 90%,** passando in un anno da 144 a 272 (45 delle quali nate dopo il 2012) e facendo crescere del 10% nell’ultimo quinquennio i dipendenti degli operatori specializzati in efficienza energetica, che lo scorso anno erano 7300. Ciononostante, i ricavi delle ESCo sono diminuiti del 10%, passando dai 3,4 miliardi del 2012 ai 3 del 2016. Se si considera l’EBIT, il trend invece è crescente: 147 milioni nel 2012 e 170 nel 2016 (+15%). **Nel 2016 le ESCo hanno realizzato investimenti per 836 milioni di euro, pari ad una quota di mercato di poco inferiore al 14% (era l'11,6 nel 2015): si va dal 25% nel comparto industriale al 23% nel settore terziario/uffici**, mentre continuano a persistere notevoli difficoltà nell’aggredire con efficacia il mercato residenziale.

Un trend interessante riguarda poi l’aumento del peso delle utility nell’offerta di servizi di efficienza energetica. **Delle 22 top utility del nostro Paese, ben 18 hanno al proprio interno una divisione che si occupa di servizi di efficienza energetica** posizionata al primo o al secondo livello dell'organigramma, a testimonianza di come questo tema stia acquisendo importanza. Tra le utility che hanno creato una business unit dedicata (10, il 55% del campione) ben 6 hanno poi al proprio interno una ESCo certificata, talvolta una società esterna che è stata acquisita.

“Una vivacità che si è tradotta in una crescita importante del livello di maturità della filiera dell’efficienza energetica – commenta **Vittorio Chiesa, direttore dell'E&amp;S Group della School of Management del Politecnico di Milano**. La strada per il raggiungimento degli obiettivi europei di efficientamento energetico e riduzione delle emissioni, però, è ancora lunga. E va tenuto alto il livello di attenzione per evitare che l’efficienza energetica diventi troppo presto una commodity sul nostro mercato”.

A cura di [www.e-gazette.it](http://www.e-gazette.it)